Stop smart working, Gasparri dice la sua e allarma l’Italia, il lavoro da casa ha ucciso le attività di produzione e le attività commerciali che non navigano nell’oro.

Le aziende per esempio l’Enel hanno affermato di avere intenzione di tenere la sede centrale chiusa fino al 31 marzo del prossimo anno. Più si cerca di tenere chiuse le attività, più l’economia non riparte. Per attivare l’economia del territorio ed evitare di danneggiare ancora di più la situazione, bisogna ripartire e lasciare ciò che è successo alle spalle.

Stop smart working per non danneggiare le piccole e le grandi aziende

Stop smart working, serve questo per ritornare in gioco. Durante il periodo della pandemia e della quarantena lavorare da casa era l’unica soluzione. Adesso si è giunti quasi ad una situazione di normalità, quindi una soluzione massacrante come quella del lavoro da casa deve essere messa da parte.

In realtà nella maggior parte dei territori italiani i lavoratori sono ritornati alle proprie sedi di lavoro, tranne a Roma. Qui le aziende continuano a rinnovare la chiusura dopo aver tentato la riapertura e mosso dei passi indietro. Se si continua in questo modo si rischiano licenziamenti nonostante il governo abbia messo 80 miliardi a disposizione delle aziende.

La responsabilità sarà di coloro che continuano a sostenere il lavoro da casa

Tra i politici c’è ancora qualcuno che avanza la proposta di mantenere attivo il lavoro da casa che è più redditizio essendo che non bisogna spostarsi. Non è così, perchè meno si esce di casa, meno di guadagna, meno si spende e tutte le attività rimangono bloccate al semaforo rosso.

Così, annuncia Gasparri, qualora lo smart working non debba essere fermato da chi di dovere, al governo, saranno loro i diretti responsabili di ciò che avverrà a partire da Roma in tutta Italia. In questo momento bisogna tenere alta la guardia: gli enti, il governo, i ministeri stanno andando verso qualcosa di irreversibile. Il grido d’allarme riguarda tutto il territorio italiano, bisogna ritornare al lavoro e non sottovalutare nulla.

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